Mauro Ruberto Campione di Handbike  Paralimpico  nella Tappa di Chivasso del Giro di Italia in HandBike

Mauro è una persona Oltre con un sorriso a 360 gradi che si apre al mondo come esempio, bisogna ogni giorno sfidare i propri limiti mantenendo il sorriso e l’ironia .
Un grande uomo, grande anima che abbraccia l’universo con il ❤️ e per il cuore che batte solo per un messaggio : ”andare Oltre la propria condizione con il sorriso.”

Il #Team Hope è orgoglioso di aver sostenuto e promosso Mauro Ruberto e siamo fieri e orgogliosi del messaggio che ha dato, della sua grande tenacia, ma sopratutto del suo grande cuore.

”Insieme si vince Sempre”

#TeamHope

Immagine di

Claudia Garbolino Riva

Con Hope Running lo sport è davvero per tutti

La onlus chivassese si occupa di avvicinare allo sport disabili e fasce deboli

Sport come divertimento, ma anche sport come inclusione sociale. E’ questo l’obiettivo di Hope Running, onlus chivassese nata solamente un anno fa. A presentarla è il suo presidente, Giovanni Mirabella. “La nostra associazione – racconta – è nata con lo scopo di avvicinare i disabili e tutte le fasce deboli all’attività sportiva. Lo facciamo perchè pensiamo che lo sport debba essere divertimento, che faccia vivere dei bei momenti diversi dalla routine di tutti i giorni”. Non a caso, Hope Running, tradotto in italiano, significa “speranza in movimento”. Chi va da Hope Running pratica ciclismo e podismo e corre con le handibike, che consentono di muoversi attraverso la forza delle braccia. “Possono farlo anche le persone che hanno difficoltà a muovere gli arti superiori – aggiunge -. In questo caso, a dare una mano ci sono gli spingitori”. Mirabella sostiene che chi fa lo spingitore “cresce spiritualmente più dei ragazzi con disabilità”. “Loro non sono lì per trasportare i ragazzi, ma soprattutto per spronarli ed è una gioia immensa vedere i loro sorrisi ai piccoli traguardi che raggiungono”. Oggi pomeriggio, alle 18.30, nei locali dell’ex biblioteca, Hope Running incontrerà Valentina Rivoira, campionessa paralimpica di handbike. A chiacchierare con lei ci saranno Marco Catania e Mauro Ruberto, atleti paralimpici chivassesi, Giovanni Mirabella, Renato Dutto, presidente Uildm, e Beatrice Cappai, di Red Castle Fit. Domenica, invece, la onlus sarà presente alla Stramandriamo con 9 ragazzi. In quell’occasione verrà anche donata loro una handbike.  Fonte :Chivassoggi.it

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Partecipa alla tappa di Chivasso del Giro d’Italia con la handbike Tutto questo accadrà anche grazie alla ASD Hope Running Onlus del presidente Mirabella

Mauro Ruberto classe del 1964 parteciperà alla quarta tappa del Giro d’Italia in handbike il prossimo 16 giugno 2019 a Chivasso, tutto questo accadrà anche grazie alla ASD Hope Running Onlus di Chivasso.

Giro d’Italia, tappa di Chivasso

Mauro Ruberto classe del 1964 parteciperà alla quarta tappa del Giro di Italia in handbike il prossimo 16 giugno 2019 a Chivasso, tutto questo accadrà anche grazie alla ASD Hope Running Onlus di Chivasso, il Presidente Giovanni Mirabella dichiara ”Noi della Hope Running siamo lieti di contribuire per realizzare il sogno e la imminente sfida di Mauro Ruberto. Quando mi ha espresso il desiderio di poter partecipare attivamente alla tappa di Chivasso del giro d’Italia in handbike, noi della Hope Running siamo stati entusiasti e ci siamo subito messi al lavoro per poterlo inserire tra i partecipanti. Abbiamo provveduto per l’acquisto della handbike da corsa prima e il tesseramento grazie all’ASD SportABILI che ha adottato il nostro atleta. In attesa dell’idoneità sportiva facciamo il tifo per Mauro che si sta allenando per raggiungere il suo sogno, perchè noi della Hope includiamo anche i sogni oltre alle persone con disabilità, perchè sostenere è anche fare uno sforzo economico in nome di un sogno e mettere da la nostra visibilità. la Hope Running Onlus mette al centro le Persone e le persone sono fatte di sogni e di sfide Oltre il limite”.

Mauro Ruberto

Mauro Ruberto è un atleta completo nonostante le sue gambe e i suoi limiti, dopo la diagnosi di una patologia autoimmune che lo ha colpito al midollo, ha cambiato la sua vita e ha trovato un’altra nuova vita ad attenderlo e ad accoglierlo : lo sport, le lotte contro le barriere architettoniche e il volontariato.
Mauro non si arrende davanti a una diagnosi, non si arrende quando è costretto a usare invece delle gambe due ruote di una carrozzina, continua a coltivare le sue passioni, lo sport principalmente, solo che adatta la sua passione al suo corpo e ai suoi limiti fisici.
Mauro è incluso nella vita sociale, politica e sportiva del luogo dove vive a Chivasso. Si muove in piena autonomia, usa una carrozzina con il motore elettrico che gli consente di fare tutte le cose che ogni persona fa ogni giorno: fa la spesa, va ad allenarsi, partecipa alle gare, incontra gli amici, incontra e sostiene altre persone con disabilità con il volontariato, si occupa delle barriere architettoniche e si impegna a farle eliminare; ha una vita attiva, come quella di ogni persona che non vive una condizione di disabilità.

L’amore per la vita

Il vero motore che lo spinge non è quello elettrico della sua carrozzina, quello sono le sue nuove gambe, ciò che lo spinge è un motore che si chiama amore per la vita, amore per chi è nella sua stessa condizione che conosce e riconosce nell’altro. Mauro non è ma diventato vittima della patologia stessa o vittima della sua condizione, è andato Oltre. Egli usa la sua esperienza emozionale, di vita, la sua storia come una spinta per aiutare l’altro. Mauro Ruberto invece di concentrarsi si ciò che ha perso, in termini fisici, affettivi e relazionali, pensa a cosa gli resta nella sua vita e ai nuovi traguardi possibili da raggiungere ancora e ancora.

La passione per le sfide

Il motore che lo spinge è il cuore da atleta e la passione per le sfide ma sopratutto la condivisione di questi traguardi con tutte le persone che lo circondano, lo amano e che lui sostiene, senza risparmio.
Per partecipare a questa tappa del Giro di Italia lui si allena con tenacia, non pensa a vincere una coppa, ma ad arrivare al traguardo nel miglior modo possibile per dire a tutti ”guardate se ci arrivo io, può farlo ognuno di voi”.
Mauro non è emozionato per la sfida che lo attende, non è stanco di allenarsi, non si lamenta di niente, spera solo di tagliare il traguardo non per se ma per tutti coloro che in lui confidano, per tutti coloro che lui ama ma sopratutto per tutti coloro che hanno bisogno di una spinta, di una motivazione per andare avanti, sempre Oltre il prossimo traguardo.

Fonte : NuovaPeriferia.it

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Un Anno di Hope Running Onlus

Quanta strada occorre per arrivare a un sogno? Tanta mai abbastanza.

Quanta strada ha percorso la Hope Running Onlus in un anno? Tanta

Non sono i chilometri percorsi la vera sfida, ma il viaggio che cambia dentro le persone.

Che esse abbiano una disabilità o meno non importa. Ogni traguardo porta in sè la speranza del prossimo ancora da raggiungere. Non esisterà mai un traguardo dove ci fermiamo e godiamo dei risultati, ambiremo sempre al traguardo prossimo.

Il percorso tante volte lo scegliamo noi, noi ci mettiamo la forza, noi ci mettiamo il cuore e la passione per un grande ideale: Includere tutti, includere ogni persona anche nei suoi sogni e obiettivi, che vanno Oltre un corpo fisico, vanno Oltre se stessi e la propria immagine, vanno Oltre per arrivare insieme a un mondo incluso, dove del diverso non si ha più paura, dove non bisogna girare lo sguardo altrove, perché la vita è ciò che abbracciamo, è un sorriso che incontriamo, sono super persone che vanno sempre Oltre il loro limite e condizione fisica.

Sono emozionata a vedere quanta strada ha fatto la Hope Running allargando e costruendo insieme a tante persone un grande progetto.

Dal semplice correre , a correre con le persone con disabilità fino ad arrivare ad un atleta paralimpico, chissà dove sarà il prossimo traguardo della Hope Running di sicuro sarà  Insieme, abbracciati a qualcosa sempre di più grande e immenso, abbracciare includendo tutte le differenze perché ”Insieme si vince Sempre”.

Maddalena Cenvinzo

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La speranza corre con Nancy

Oggi vi racconto una storia di una persona incredibile che ha la Sclerosi Multipla.
La sua storia l’ho conosciuta anni fa ma la bellezza di questa storia è di come è proseguita , perché vado fiera di ragazze così, ogni Persona che va Oltre la sua patologia, per me è una donna Oltre.
Nunzia Mirabella nasce nella calda Sicilia, nei pressi di Catania, vicino e sotto il magma del Vulcano l‘Etna.
Nunzia però a un certo punto della sua vita, lascia la casa di famiglia, va in Piemonte, dove vive il fratello Giovanni, si trova un lavoro, acquista una casa a piano terra e inizia la sua nuova  vita in Piemonte.
Il fratello vive nello stesso condominio ma ai piani più alti.
Un pezzo della sua famiglia era in Piemonte e l’altro era in Sicilia.
Cinque anni fa accadde un evento che le cambierà la sua vita un’altra volta, Nunzia sta male, non sente più il lato sinistro, la portano in ospedale, fanno tutti gli accertamenti ma arriva la diagnosi : è sclerosi multipla del tipo recidivante remittente.
Nunzia è sconvolta, ma il fratello Giovanni le resta accanto ,mentre esce dalla camera di ospedale, per salutarla , le dice ”Hope” che vuol dire speranza.
Nunzia aggredita dalla malattia in poco tempo passa dalle stampelle, al deambulatore e poi in carrozzina.
Camminare diventa sempre più difficile, ma lei opta e accetta gli ausili pur di continuare a vivere la sua ”normalità”.
Ha una casa tutta sua e ha sempre suo fratello al suo fianco che la sostiene ricordandole che non è finita la vita con una diagnosi, bisogna avere sempre la speranza nel cuore lottare per quella speranza.
Nunzia alterna periodi di forte angoscia, lascia il lavoro, e aiuta la cognata come può a crescere i bambini.
Nel frattempo il fratello Giovanni pensa a cosa fare per aiutare la sorella, perché la speranza va bene, ma Giovanni sente di voler fare qualcosa, per quella sorella spezzata in due nell’anima. Giovanni sa che Nunzia dovrà fare un percorso grande interiore e fisico per recuperare ciò che la Sclerosi Multipla le ha tolto.
Nunzia non va a convivere con il fratello, resta nella sua casa, cerca di fare il possibile, nonostante il limite e la stanchezza per adempiere ogni giorno ai suoi compiti quotidiani.
Un giorno il fratello Giovanni che, per mesi si era arrovellato su come potesse aiutare concretamente sua sorella, a uscire dal guscio che si era creata dopo la diagnosi, riprende in mano la parola ”Hope” (speranza) e diventa Hope Running (ovvero la Speranza che corre).
Questa storia è molto bella, perchè da questo momento in poi, non si può più parlare solo di Nunzia ma la sua storia si intreccia con la volontà del fratello Giovanni e con la creazione di Hope Running Onlus.
Il fratello di Nunzia, Giovanni agisce solo e soltanto per il benessere della sorella, per farle capire che lei può essere ciò che vuole, nonostante la diagnosi di sclerosi multipla e la sua carrozzina.
Nunzia correrà con uno strumento nuovo si chiama Hand bike, che permette a chi è in carrozzina di correre e vincere anche senza una coppa in mano.
Giovanni ama la corsa e chiede ai suoi amici di correre ma nello stesso tempo di far correre con le hand bike anche chi non può .
Unisce persone senza disabilità che spingono le carrozzine di persone con disabilità, un messaggio forte, potente per Nunzia che finalmente corre ma corre ”insieme” a chi ci mette il cuore, la forza, i muscoli e la fatica.
La Hope Running nacque un anno fa per un sogno, un’utopia :  la voglia di donare un sorriso e le ali a chi non può più correre.
Nunzia oggi non passa le intere giornate solo a pensare al suo futuro, ma ha obiettivi da raggiungere, traguardi da conquistare.
Il traguardo più bello sarà sempre il prossimo, Nunzia quando corre insieme agli altri è felice, ritrova il sorriso e dimentica la Sclerosi Multipla, dimentica la fatica, gli affanni quotidiani, è felice perché è stata inclusa di fatto in un grande progetto di sport e inclusione .
Ma sopratutto lei è stata inclusa da tutti, gli amici e i volontari della Hope, la famiglia che invece di trattarla con pietismo, l’ha resa parte ”attiva” di un grande progetto, che guarda OltreIl traguardo è quella ”Hope” , la Speranza che non smette mai di correre e scorrere negli occhi lucidi, felici, scintillanti di Nunzia che insieme a tutti , persone normali e persone con disabilità raggiungono lo stesso traguardo ”insieme” perché ”insieme si vince sempre”
Nunzia ha sempre la Sclerosi Multipla, è lo stesso in carrozzina ma le è stata donata per amore una possibilità che a tante persone con Sclerosi Multipla non viene concesso, le è stata donata la possibilità di essere capace di arrivare a ogni traguardo se solo lei ha dentro di sé la gioia e la felicità di Hope.
La Speranza crediamo che a volte sia un’illusione, potrebbe anche essere, però quando Nunzia stringe tra le mani una coppa scintillante è grazie alla speranza di chi ha creduto in lei, è grazie all’amore della famiglia incondizionato , che include e non esclude, ma sopratutto crea da una parola un’utopia : vedere il domani ogni diversità inclusa nella normalità.

Maddalena Cenvinzo