Mauro Ruberto e sono una Persona che guarda avanti fino al prossimo traguardo possibile.

Mi chiamo Mauro Ruberto e sono un atleta di Hand bike e un atleta paraolimpico.


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Immagine di Claudia Garbolino Riva

Sono una persona con disabilità evidente, la mia carrozzina sono le mie gambe, ho 55 anni, lo sport per me è sempre stato importante, mi ha dato sempre soddisfazione, raggiungere un obiettivo per poi superarlo.
Nonostante la carrozzina io ho continuato la mia passione per lo sport, certo in maniera diversa, utilizzando come se fossero le mie gambe la mia carrozzina, ho praticato Hockey con le carrozzine, l’ultima sfida è stata allenarmi per partecipare come atleta paraolimpico a una tappa del Giro di Italia che si è svolta a Chivasso il 15 giugno 2019.

Sono Mauro e ho un disabilità evidente ma questo non mi ha fermato, mi sono preparato fisicamente , ogni allenamento era una gara di cronometro e concentrazione, arrivavo sfinito a fine giornata ma ero felice, perché il traguardo non si raggiunge solo con l’immaginazione ma con l’impegno, il duro lavoro e con la consapevolezza che il mio traguardo non era solo il mio, ma era il traguardo di speranza per tutte le persone che come me vivono una disabilità .
La disabilità non ci rende diversi, ma cerchiamo ogni giorno di essere ”normali”, di fare le cose che potrebbero fare tutti, anche chi non ha una disabilità evidente.
Durante il percorso per arrivare alla tappa del Giro di Italia in Hand bike , ho avuto molti dubbi circa la mia visibilità, perché io credo che non ci sia niente di eccezionale eppure io ho una mission : raccontare la disabilità non come un punto dove ci si ferma e la vita finisce, la disabilità è nelle mie gambe ma non nella mia voglia di volare con il sorriso verso nuovi traguardi come atleta paraolimpico di Hand Bike.
Quando corro e sono disteso sulla Hand bike, ho un solo pensiero : muovere e far correre la hand bike su percorsi velocissimi e raggiungere il traguardo.

La Hope Running ricomincia dai bambini

Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:

1. A essere contento senza motivo.

2. A essere sempre occupato con qualche cosa.

3. A pretendere con ogni sua forza quello che desidera.

Paulo Coelho

La Hope Running ricomincia dai bambini

I bambini sono dei grandi maestri di vita. Le loro menti sono libere da barriere e da qualunque pregiudizio.

Hope for Hope è un punto di inizio, la speranza corre con lo sguardo dei bambini per donare sempre speranza.

Hope for Hope è una catena che unisce i sogni della Hope ai sogni dei bambini.

La Hope Running ricomincia dai bambini

Che cosa è la speranza per un bambino? Un sole acceso e sorridente, abbracciati con mamma e papà in un mondo pieno di colori e diversità.

Hope for Hope è un progetto che vuole includere tutti nel mondo post pandemia Covid 19.

Un mondo senza più nessuno escluso

Attraverso questo contest di disegno per bambini, vogliamo guardarci dentro e progettare un mondo di attività che includa lo sguardo e lo stupore dei bambini.

La speranza ricomincia da dove ogni cosa ha inizio stare insieme e donare sorrisi e speranze a chi forse ne ha dimenticato il motivo.

Hope for Hope

Insieme si vince sempre!

TeamHope

Accade, che mi innamoro della Hope Running!

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

Cinzia è minuta, con un bel sorriso che splende e ha un cuore da artista. Come ogni artista, guarda con occhi nuovi ogni cosa.

Cinzia entra a far parte dei volontari della Hope Running Onlus per amicizia, non capisce bene cosa sia la Hope e perché esiste. Il giorno in cui ci fu l’incontro con tutta la Hope e i ragazzi per cui i volontari spingono e corrono, Cinzia si innamorò della Hope Running, perché conosceva già la disabilità. La conosceva in maniera obliqua, come capita in ogni famiglia che ha un proprio congiunto con disabilità.

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

Cinzia entra in Hope e con empatia riesce a far sorridere tutti con il suo fare gentile e sempre sorridente,

Oggi Cinzia è diventata molto amica dei ragazzi della Hope Running, perché per lei sono uguali agli altri suoi amici, solo che sono seduti, ma non importa. Lei li guarda dentro e loro guardano dentro di lei.

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

Cinzia crea legami tra lei e i ragazzi della Hope Running
Impara a conoscerli, sorride con loro , si confronta e con il tempo cambia anche il suo modo di rapportarsi alle persone con disabilità.

Le sue ottiche vengono estese e condivise con chi incontra.

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

” Mi sono innamorata della Hope Running quando ho guardato i ragazzi negli occhi e ho amato subito l’entusiasmo e la voglia di vivere nonostante ogni difficoltà avessero. Mi sono innamorata come se fosse un colpo di fulmine, il fulmine era la luce nei loro occhi che mi ha abbagliato e scaldato il cuore ”

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

With love Cinzia

Un urlo echeggia e squarcia il silenzio della pandemia

 ‘I can’t breath’ come George Floyd

La Hope Running è solidale a questo urlo di dolore, come sono solidali tanti sportivi e tutte le persone che #restanoumane difronte al non rispetto del diritto alla vita di ogni essere umano, senza essere corrotti dal pregiudizio.

L’ urlo  ‘I can’t breath’ di George Floyd prima di morire, rappresenta la ribellione ai pregiudizio che dividono gli esseri umani tra chi vive e chi muore.

La singolarità dell’urlo ‘‘non posso respirare’‘ è strettamente connessa alla momento storico di pandemia globale in cui viviamo, dove ciò che manca è proprio il respiro quando si è infettati dal Covid-19.

Credevamo che questa pandemia avesse reso tutto il mondo più umano, invece lo scopriamo ancora una volta dis-umano.

Anni di battaglie per l’inclusione polverizzate, annientate, da un virus che non ha cura, il pregiudizio.

Il pregiudizio si insinua nelle menti, di generazione in generazione, diventa normalità di vita ed esclude.

Nel corso della storia il pregiudizio che sia di natura fisica, religiosa, condizione sociale o condizione di disabilità, ha sempre creato ”esclusioni” .

La Hope Running onlus, che fa dell‘inclusione il suo obiettivo principale, non può essere indifferente a questo grido.

Il nostro motto è ”insieme si vince sempre”, oggi dovremmo aggiungere qualcosa altro per essere ancora più espliciti.

”Insieme si vince sempre se ci si mette il cuore, senza odio, senza pregiudizi, insegnando alle nuove generazioni non solo con con le parola ma anche con i gesti.

La Hope Running non è semplicemente correre insieme alle persona con disabilità. E’ correre per donare speranza, è il cuore che batte per ogni essere umano fragile.

La fragilità non ha un colore, non ha un limite, non ha religione, politica e sesso. La fragilità è Umana e la Hope Running, aderendo a questo urlo di dolore, dichiara la sua volontà di restare sempre accanto a chi ” non può respirare”

Questa pandemia ci ha fatto toccare con mano la fragilità di ogni singola persona, non riusciamo più a essere gli stessi, siamo cambiati.

Corriamo” accanto a ogni essere umano che ha un cuore che batte per la speranza di non essere escluso, ma semplicemente amato e protetto dal virus dell’odio e del pregiudizio.

Maddalena Cenvinzo #TeamHope

MONTANARO: Lilt e Hope Running unite per l’emergenza alimentare

MONTANARO: Lilt e Hope Running unite per l’emergenza alimentare

A vincere è ancora la solidarietà. Oggi, la delegazione Lilt di Montanaro in collaborazione con l’Hope Running Onlus ha provveduto a consegnare pacchi alimentari all’associazione Avuls che, provvederà alla distribuzione degli stessi qui in paese.


“Uniti ce la faremo” è il commento delle associazioni coinvolte nell’operazione.

Fonte Giornale La Voce