da Diario di Resilienza: Nancy

Mi chiamo Nancy e sono una persona che ha la fortuna di avere sempre accanto una presenza e un affetto costante : la famiglia e la Hope Running

Progetto #DistantiMaUniti

Sono una persona con sclerosi multipla. Con il passar del tempo ho imparato, insieme all’evolversi della mia condizione di persona con disabilità, a essere resiliente

Mio fratello mi ha donato sempre la speranza e la possibilità per poter credere in un futuro di “normalità” anche con la sclerosi multipla e con la mia disabilità

Con lui abbiamo imparato prima “a camminare” e poi “a correre” pur da seduti, in maniera diversa con la handbike

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I runners che donano il cuore e la speranza ”Hope! Hope! Urrà!

Molto spesso ogni runner racconta la fatica, l’allenamento e la gioia di tagliare il traguardo, che sia un runner professionista o amatoriale, conosce fatica e sacrificio.

C’è anche un altro tipo di runner, che sacrifica le sue gambe, la sua fatica, non per tagliare un traguardo per se stesso, corre, si affatica spingendo handbike modificate con maniglioni, per poter far correre insieme a loro persone con disabilità.

Al traguardo si arriva tutti insieme persone con disabilità e persone normodotate.

Sono due esperienze diverse, due percorsi diversi, perché correre per un’altra persona, sostenendo il peso, la difficoltà lungo un tragitto anche di dieci chilometri, richiede preparazione, sacrificio e cambiamento.

Questa formula di sport integrato con handbike e volontari spingitori, avvicina le persone normali a conoscere le Persone con disabilità in maniera diversa, fuori da ogni stereotipo.

Il runner che spinge e la persona con disabilità cambiano le prospettive entrambi.

Correre insieme favorisce l’inclusione vera e crea legami solidali tra le persone e runner stessi.

Si cambia dentro, il runner inizia a guardare un traguardo e alla vita in maniera positiva, si sente parte di un tutto che funziona, perché fa bene al cuore, al fisico ma sopratutto dona un senso etico e morale più alto, perché non si corre per se stessi ma per l’altro che è seduto nella handbike.

Al traguardo, dopo tanta fatica tutti sono felici, perché ognuno dalla corsa ha imparato che non è facile correre per l’altro diverso ma il runner si sente soddisfatto, perché ha fatto qualcosa per far sorridere e regalare una gioia, a chi senza il suo aiuto e le sue gambe, mai avrebbe potuto averla.

Questa forma di sport integrato è un mutuo scambio di doni, perché le persone normodotate si approcciano in maniera diversa alla condizione di disabilità, rispettandola, l’obiettivo non è arrivare primi al traguardo, ma fare il meglio possibile per arrivare insieme.

Il dono è reciproco ed è un dono d’amore e d’amicizia che lega e crea nuove forme di aggregazione e socializzazione e inclusione anche nei momenti ludici.

Correre insieme diventa una festa, una festa per tutti, grandi, bambini, anziani e anche amici pelosi, tutti insieme verso un traguardo, solo per la gioia di partecipare a una festa in cui lo sport diventa un dono, che molto spesso si traduce in fondi raccolti per beneficenza, per bambini, per reparti di oncologia, per ospedali e tante altre cause benefiche, che legano e uniscono il popolo dei runners. Ogni corsa diventa non solo competizione ma sopratutto fare solidarietà divertendosi con tutta la famiglia.

La Hope Running ha fatto di questo la sua forza, ha preso il cuore delle persone e lo ha messo a servizio di chi non potrebbe più gioire nel correre all’aria aperta.

Mentre si corre, i volontari che spingono si alternano, per darsi il cambio, a volte le gambe cedono, ma poi li vedi esortare gli altri volontari dicendo” Dobbiamo farcela per loro’!’.

Quindi assistere dal vivo a tutto questo è un’emozione grande, fattivamente e solo per scopo ludico ci sono persone che corrono per chi non può più.

Il dono non è solo un assegno o il cinque per mille donato alle associazioni, il dono è quello che ogni partecipante, con disabilità o normodotato, durante la corsa si sente arricchito dentro.

Correre con la Hope Running è un’esperienza di dono reciproco che rende migliore la vita, rende più leggeri i problemi, e si impara che il dono più bello è il sorriso al traguardo delle persone con disabilità. Quel sorriso vale più di ogni coppa e medaglia.

Attraverso lo sport integrato e i valori che trasmette, ogni runner volontario diventa portatore sano di Gioia!

Maddalena Cenvinzo #teamHope

L’inclusione è un sistema di pensiero

Quanto è facile parlare di inclusione ma quanto in realtà le persone con disabilità sono escluse? La risposta sempre troppe.

L’inclusione vera non è un’utopia, è un sistema di pensiero, è entrare in nuove ottiche e guardare il diverso da se stesso come se stesso.

Tutti siamo nati diversi, la diversità non è una condizione fisica, ma di genetica, antropologica, di storia e di memoria. La diversità arricchisce solo quando include e si è inclusi, perché è uno scambio biunivoco, è una necessità osmotica, senza la diversità, non esisterebbe nemmeno la terminologia, la distinzione ma solo e sempre le persone!

Maddalena #TeamHope

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Grazie da cuore a cuore che corre, batte e illumina la speranza con #Hope

Quante volte, in questi tempi frettolosi e pieni di impegni, ci soffermiamo a riflettere su quanti sorrisi ogni giorno incontriamo, i sorrisi dei bambini, i sorrisi che accendono dentro una luce che contagia di gioia.

Tanti eventi ci attendono a noi del #TeamHope eppure l’entusiasmo non viene mai meno, ti segna come una luce che riflette ogni istante Gioia.

Eravamo partiti con i traguardi nelle maratone, e oggi siamo qui, a raccogliere il cuore di ciò che tanti sorrisi hanno contaminato tante persone, associazioni, volontari.

Il Natale sta arrivando, ma noi del #TeamHope abbiamo già i regali : gioia, entusiasmo e sogni .

Di sorriso in sorriso, da gamba a gamba, da ruota a ruota, raccogliamo il cuore del quella umanità che non si arrende, che si  lascia contagiare dalla gioia di donare solo e sempre con il cuore, da mano a mano, da cuore a cuore che corre, batte e illumina la speranza.

Grazie per  981,95 volte che corrispondono ai  981,95 euro che saranno spesi per far correre Hope e i suoi ragazzi che noi chiamiamo #TeamHopeStar. Perché solo se si è ”Insieme si vince sempre” 

<< Emozioni del genere non si dimenticano. Come non possiamo nemmeno dimenticare la generosità che da sempre ci dimostrate, in ogni occasione. Oggi, grazie a tutti voi, abbiamo raccolto 981,95 euro che andranno tutti in beneficenza. In ogni caso, credo che non saremmo riusciti a raggiungere un risultato del genere se non fosse stato per grande lavoro di squadra >> – Giovanni Mirabella – ASD Hope Running’

Maddalena Cenvinzo #TeamHope