Accade, che mi innamoro della Hope Running!

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

Cinzia è minuta, con un bel sorriso che splende e ha un cuore da artista. Come ogni artista, guarda con occhi nuovi ogni cosa.

Cinzia entra a far parte dei volontari della Hope Running Onlus per amicizia, non capisce bene cosa sia la Hope e perché esiste.
Il giorno in cui ci fu l’incontro con tutta la Hope e i ragazzi per cui i volontari spingono e corrono, Cinzia si innamorò della Hope Running, perché conosceva già la disabilità. La conosceva in maniera obliqua, come capita in ogni famiglia che ha un proprio congiunto con disabilità.

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

Cinzia entra in Hope e con empatia riesce a far sorridere tutti con il suo fare gentile e sempre sorridente,

Oggi è diventata molto amica dei ragazzi della Hope Running, perché per lei sono uguali agli altri suoi amici, solo che sono seduti, ma non importa. Lei li guarda dentro e loro guardano dentro di lei.

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

Cinzia crea legami tra lei e i ragazzi della Hope Running
Impara a conoscerli, sorride con loro , si confronta e con il tempo cambia anche il suo modo di rapportarsi alle persone con disabilità.

Le sue ottiche vengono estese e condivise con chi incontra.

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

” Mi sono innamorata della Hope Running quando ho guardato i ragazzi negli occhi e ho amato subito l’entusiasmo e la voglia di vivere nonostante ogni difficoltà avessero.

Mi sono innamorata come se fosse un colpo di fulmine, il fulmine era la luce nei loro occhi che mi ha abbagliato e scaldato il cuore ”

Oggi raccogliamo la testimonianza di Cinzia, una volontaria della Hope Running

With love Cinzia

da Diario di Resilienza : Anna

da Diario di Resilienza : Anna

Mi chiamo Anna e impasto il pane di notte: sola nel mio laboratorio, impasto, creo e sforno.

Il periodo del lockdown l’ho trascorso , come sempre, nel silenzio della notte e tra il profumo del pane.

Di notte, nel mio laboratorio, non ho pensato alla pandemia che avvolgeva il mio paese nel silenzio, mentre le mie mani impastavano pensavo solo di fare il pane migliore, che potesse rendere una “vita rinchiusa” più lieve.

Chi fa il pane impasta non solo farina ed acqua, ma impasta l’amore e la dedizione per chi poi lo mangerà

In questi mesi nemmeno io sono stata indifferente alle richieste di aiuto, e con gli amici della Hope Running, onlus a cui da poco mi sono tesserata, non potevo restare senza fare niente per chi era fuori a combattere in prima linea, insieme alla Hope Running abbiamo distribuito la pasticceria che esce dal mio forno, in ogni ambito, dagli ospedali e sanitari in prima linea a chiunque ne avesse bisogno.

Fare il proprio lavoro, amare ciò che si fa è anche donare il proprio tempo a chi non lo ha, a coloro che sono in difficoltà.

Fare del bene fa bene, mi fa sentire una persona migliore e questo contribuisce al mio lavoro, dona un senso più alto al gesto quotidiano.

Il mio cuore si è avvicinato al cuore della Hope Running e al suo entusiasmo, di non smettere mai di correre, per donare agli altri, a qualunque persona, un sorriso e un po di gentilezza

Anna


S’io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane
così grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.

G. Rodari’

da Diario di Resilienza : Enza

Vorrei raccontare la mia esperienza di vita (negli ultimi 7 anni) modello Corona virus.

Mi sono ammalata di sclerosi multipla 25 anni fa
Ho iniziato pur con terapie pesanti a condurre una vita quasi “normale”, poi come spesso accade per questa malattia, le cose sono progressivamente peggiorate.

Ho dovuto abbandonare le mie camminate stare sempre più in casa, programmare nei minimi particolari ogni uscita!

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da Diario di Resilienza: Nancy

Mi chiamo Nancy e sono una persona che ha la fortuna di avere sempre accanto una presenza e un affetto costante : la famiglia e la Hope Running

Progetto #DistantiMaUniti

Sono una persona con sclerosi multipla. Con il passar del tempo ho imparato, insieme all’evolversi della mia condizione di persona con disabilità, a essere resiliente

Mio fratello mi ha donato sempre la speranza e la possibilità per poter credere in un futuro di “normalità” anche con la sclerosi multipla e con la mia disabilità

Con lui abbiamo imparato prima “a camminare” e poi “a correre” pur da seduti, in maniera diversa con la handbike

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La Lilt di Torino e Hope Running insieme nella lotta al Covid-19

Nei mesi di quarantena le due associazioni hanno donato centinaia di dispositivi di protezione individuale ai reparti covid

Il presidente Mirabella Giovanni insieme al dottor Castenetto e alla dottoressa Pagnozzi mentre consegna i casci Cpap per l'emergenza covi19 ospedale di Chivasso

Si dice che le cose belle non si dicono ma si fanno. E loro ne hanno fatte proprio tante, in questi due mesi di quarantena. Hanno iniziato dando vita a raccolte fondi a sostegno dell’ospedale, hanno acquistato dispositivi di sicurezza individuale, poi hanno dato anche una mano alle case di riposo della città e dei comuni limitrofi. Lo hanno fatto con spirito di condivisione e di aiuto reciproco, perché “insieme si vince sempre” e perché “servono fatti, non parole”.

fonte www.torinooggi.it